Omofobia? Ma l'obiettivo Ŕ scardinare la famiglia

Tutti i tranelli della legge Mancino. di Alberto Agus

creata il 2017-10-10 FAMIGLIA

Riflettori puntati sui rischi della legge antiomofobia nell’incontro che si è svolto sabato 13 Settembre alle 18 presso il Chiostro di San Domenico a Cagliari, organizzato dall’Associazione Giuristi per la Vita di Cagliari in collaborazione con altre sette Associazioni tra le quali Rivoluzione Morale, Movimento per la Vita, Associazione Famiglie Numerose, Provita, e soprattutto da Sentinelle in Piedi che alle 17 aveva aperto la serata con la sua manifestazione presso i Giardini Pubblici di Cagliari.

A parlarne davanti ad una platea di circa 150 persone c’era l’avvocato Gianfranco Amato, Presidente dell’Associazione Giuristi per la Vita, che sta conducendo una campagna di sensibilizzazione nell’opinione pubblica e tra i politici sulla pericolosità di quella che l’altra sera ha definito «una campagna mistificatoria».

Amato ha spiegato che studi americani dimostrano come in Italia non esiste un pericolo omofobia perché gli omosessuali sono accettati dal 74% della popolazione. «Non siamo di fronte certo alla situazione che si trovarono di fronte gli americani negli anni ’60 con le leggi sul razzismo», ha spiegato Amato «Ciononostante non si riconosce che una tutela normativa degli omosessuali è già garantita dall’articolo 3 della Costituzione», ha insistito nel giustificare che in Italia non vi siano categorie sociali da tutelare.

Ma Amato è andato al cuore del problema denunciando che «la bolla di sapone dell’omofobia è finalizzata ad altri obiettivi». «Tutelare la categoria degli omosessuali significa arrivare ad una variazione della natura pedagogica della legge. Così criticare anche solo il matrimonio tra omosessuali costituirebbe un reato».

Ma i rischi sono molto più profondi: perchè la legge Mancino, che recepisce le normative sulla dignità di tutte le razze, viene presa tout court ed estesa agli omosessuali. «E allora perchè non gli obesi?», si è chiesto.  «Se equipariamo l’omosessualità alla razza, chiunque si dica contrario al matrimonio tra gay o alle adozioni potrebbe essere accusato di razzismo. Ma così verrebbero messi in crisi gli articoli 21 (libertà d’opinione) e 19 (libertà di culto) della Costituzione».

Amato ha denunciato che sono previste pene anche di sei anni oltre le pene accessorie che hanno il sapore della rieducazione coreana e  non ha mancato di denunciare il comportamento poco chiaro di numerosi partiti politici. C’è anche il mondo cattolico «che non ha percepito la gravità della posta in gioco» mentre uno dei rischi è il fatto che «sarà un giudice ad accertare il reato».

Perchè di fronte ad accuse generiche o a persone che si sentono vittima in quanto omosessuali, come sarà trovato l’onere della prova? Sarà un giudice che a discrezione dovrà decidere che cosa è omofobia e che cosa no. Si tratta di un reato giurisprudenziale dove a stabilirne la natura sarà chi deve interpretare la legge: un sistema tipico dei regimi totalitari perchè in un sistema di diritto, così come è quello che abbiamo mutuato dai romani, un cittadino deve sempre sapere qual è la conseguenza del suo agire.

Ci sono poi altri aspetti: l’omofobia non è riconosciuta dalla scienza e dall’OMS. «In Inghilterra viene definita omofobia tutto ciò che viene percepito come tale dalla vittima. Un escamotage che potrebbe portare, come sta succedendo oltremanica all’arresto di migliaia di persone, come è il caso dei predicatori di strada  o il caso di chiunque per qualunque motivo si opponga a questo modo di pensare che snatura dal punto di vista antropologico la nozione di uomo».

Secondo Amato in Italia ci sono già i germi di questa tendenza totalitaria: «Guido Barilla è stato messo in croce e sottoposto ad una rieducazione “coreana” non perchè si è detto contrario ai matrimoni gay, anzi si era detto favorevole, ma perchè ha parlato della famiglia naturale. Perchè è questo il vero punto: «L’omofobia mira a scardinare la famiglia naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna, sia esso civile che religioso. Si profila dunque una stagione che sembra simile agli attacchi squadristi fascisti ad Azione cattolica che fecero scrivere a Pio XI il documento “Non abbiamo bisogno”.

In maniera più recondita, un altro risvolto della legge è legato alla fecondazione assistita che oggi rappresenta il vero business. Il passaggio è semplice: «Approvare la legge sull’omofobia e successivamente il matrimonio gay e l’adozione, grazie alla limitazione della libertà di opinione di chi non è d’accordo, porterà poi all’esplosione della Fivet per le coppie omosessuali: ed è questo il vero business. Uno scenario inquietante dove la famiglia verrà deformata e perderà tutte le sue funzioni riconosciute.

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