Siti industriali e poligoni militari

Quali sono le vere bombe ecologiche?

creata il 2017-10-10 SARDEGNA

Qual è l’incidenza delle patologie tumorali nei comuni limitrofi alle aree industriali e quale quella nei territori prossimi ai poligoni militari?
Sarebbe interessante avere dei dati certi in merito, anche per smontare tante teorie campate in aria, su cui si basano altrettante polemiche pretestuose tanto di moda in queste ultime settimane. Io questi dati li ho chiesti con un’interrogazione rivolta al Presidente Pigliaru e all’assessore alla Sanità, Arru.
 
In attesa dell’attivazione del Registro Tumori regionale, nella provincia di Sassari e Nuoro sono già operativi i Sistemi di rilevazione delle patologie tumorali, istituiti uno nel 1992, con competenza territoriale sulle Asl di Sassari-Olbia, e l’altro nel 2005, con competenza territoriale sulle Asl di Nuoro-Lanusei. Nelle province di Cagliari e Oristano invece, con decreto dell’assessore della Sanità (n.33 del 27.06.2012), sono stati istituiti rispettivamente i Centri di Rilevazione delle patologie tumorali, con finalità di ricerca in ambito oncologico, per la identificazione dei fattori di rischio che agiscono sulla popolazione e per lo Studio degli effetti degli interventi sanitari mirati alla loro riduzione.
Questi centri sono realmente operativi? Sarebbe utile conoscere, inoltre, quali siano, fino ad ora, i dati raccolti relativamente all’incidenza tumorale e sapere se l’assessore della Sanità o il Presidente Pigliaru ne siano in possesso e li conoscano.
 
Dopo le continue polemiche sulle servitù militari, le dure prese di posizione di diversi esponenti dei movimenti e dei partiti a favore della chiusura dei poligoni, che hanno sostenuto che nelle zone di Capo Frasca, Teulada e Quirra, e più in generale nelle aree in uso alle Forze armate italiane, è presente un grave inquinamento ambientale che ha determinato nelle popolazioni locali l’insorgere di malattie tumorali, sarebbe molto interessante sapere se sia mai stato effettuato un raffronto ragionato tra i dati relativi alle malattie respiratorie, ai tumori del polmone, ai mielomi, alle neoplasie, alle leucemie e al linfoma di hodgkin dei comuni limitrofi alle aree industriali e di quelli limitrofi ai poligoni militari.
Conoscere i dati certi ed effettivi, invece di basarsi sulla retorica dell’ecologismo militante e dell’ipocrisia antimilitarista, è essenziale per capire quali siano realmente i siti più pericolosi per la salute dei sardi e dove, quindi, è più urgente intervenire con rapidità, per porre in essere azioni di bonifica del territorio.
 
Ad esempio, il “III Rapporto “Sentieri”, pubblicato nel maggio 2014, che ha studiato la mortalità delle popolazioni residenti nei Sin (Siti di interesse nazionale per le bonifiche) per il periodo 1995-2002, affiancando allo studio della mortalità le analisi dei ricoveri ospedalieri e dell’incidenza dei tumori, ha comunque rilevato preoccupanti incrementi (anche del 90%) dei tumori in tali zone, e ha evidenziato per l’area di Porto Torres un eccesso di mortalità, incidenza oncologica e ricoveri ospedalieri per patologie come le malattie respiratorie e il tumore del polmone.
 
Chi guida la Regione, invece di farsi tirare per la giacchetta in pretestuose polemiche, dovrebbe avere un’idea chiara e complessiva di dove e come è necessario intervenire per garantire la salute dei cittadini.
 
 
 

Altri Post