Il Liceo dimezzato, l'anomalia del Foiso Fois

L'Artistico di Cagliari ancora senza Accademia di Belle Arti. di Mimmo Di Caterino

creata il 2017-10-10 CULTURA

La storia dell'anomalia del Foiso Fois, comincia nel 1967-68, quando Cagliari ha finalmente la sua pubblica istruzione artistica. Il finalmente è determinato dal fatto che la Riforma Bottai-Gentile prevedesse la messa a sistema dell'istruzione artistica superiore con i Licei Artistici nel 1923, la stessa riforma prevedeva la nascita dei Licei Artistici dove fosse presente localmente un'Accademia di Belle Arti.
 
Cagliari oggi ha uno "storico" Liceo Artistico, ma ancora non ha un'Accademia d'Alta Formazione Artistica, eppure per la Costituzione Italiana quello del diritto al studio ed all'Alta Formazione artistica è un diritto insindacabile non solo dello studente, ma di ogni singolo cittadino. Cagliari è l’unica città metropolitana d’Italia e d’Europa ad essere nel 2017 priva di Alta Formazione Artistica. Nasce in ritardo il Liceo Artistico, e nasce senza una sede progettata e pensata per la didattica dell’arte e senza una sede storica pertinente per indirizzo culturale e laboratoriale. In Italia ed in Europa al momento non esiste nessuna città Metropolitana con un Liceo Artistico “storico” che viva una situazione simile. 
 
Un Liceo Artistico (da tre anni anche Musicale e quindi con esigenze di specificità di laboratorio cresciute), privo di spazi ragionati e pensati in un funzione della sua specificità didattica, anzi completamento ignorato nella sua specificità, dal momento che tutto avviene in classi da lezione frontale. Il Foiso Foiso è anche l’unico Liceo Artistico in Italia ad avere progressivamente abbandonato le sue sedi storiche, che necessitavano di messe a norma e lavori di ristrutturazione, senza esserci mai rientrato. A fronte di questa sequenza d’anomalie storiche, tutte Cagliaritane, il Liceo Artistico e Musicale "Foiso Fois" di Cagliari, dalla Riforma Gelmini in poi, non ha mai smesso di crescere, nel 2017-18 gli iscritti nel Liceo Artistico e Musicale di Cagliari ammontano a 900 unità, se a queste si sommano però le sedi distaccate degli altri Licei ad indirizzo artistico d’area (di Sant'Antioco, Iglesias e Quartu Sant'Elena), la quantità di studenti che nel sud dell'isola sceglie l'istruzione artistica è un dato che nessun ente tecnico amministrativo di pertinenza può permettersi d’ignorare, a maggior ragione nell'area metropolitana italiana che ha il più alto tasso di dispersione scolastica d'Europa ed il più alto tasso d'abbandono per emigrazione d'Europa della fascia d'età giovanile tra i 18 ed i 30 anni. 
 
Possibile che stia cominciando un nuovo anno scolastico, senza spazi preposti, senza una sede fissa storica pertinente, e con studenti provenienti da tutta l'area di Cagliari Città Metropolitana (da Cagliari come da Arbus, da Selargius come da Isili, da Capoterra come da Quartucciu) frammentati su tre sedi (Monserrato, Cagliari e Pirri), tutte insufficienti per disponibilità di spazi laboratoriali d'indirizzo ricavati in aule ordinarie, con la popolazione degli studenti destinata fisiologicamente a continuare a crescere, senza che Cagliari faccia i conti con questa mostruosa problematica mai affrontata incomprensibile rispetto quanto avvenuto nel resto d'Europa? Possibile che Cagliari ad oggi, ancora non abbia affrontato un serio dibattito su quanto sia importante l'istruzione e l'Alta Formazione Artistica per lo sviluppo culturale, produttivo ed economico del suo territorio? 
 
Quest’anno come l’anno scorso, nell’ambito del ministeriale servizio d’orientamento, continueremo ad invitare intellettuali, forze politiche ed amministrative, e giornalisti, per consentire che (dialogando con docenti, studenti e dirigenza) prendano visione diretta di tale anomalia, e stimolino finalmente un dibattito pubblico, sulla specificità e la ricaduta della formazione artistica residente sulla comunità, in un territorio che ad oggi ha manifestato tutta la sua incapacità storica di porla a sistema.

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