Lo strano bando della Asl Unica

Cinque addetti stampa e una selezione senza criteri. de Lo Sbirro

creata il 2017-10-09 LAVORO

Quando la cattiva politica si trova alle strette cerca di buttare la palla in tribuna e se la prende con l’informazione che ha “male interpretato”. O accampa un non meglio precisato “difetto di comunicazione”, con appena un filino di autocritica.

A questa consuetudine ha fatto ricorso anche la Regione che, dopo due anni di martellamento sulla riforma della sanità da parte di amministratori locali, operatori del settore, sindacati, comitati e forze politiche (maggioranza compresa) ha deciso di presidiare l’informazione sul sistema sanitario, affidando ad un manipolo di giornalisti questa missione impossibile.

Lo ha fatto, perché sempre cattiva politica è, con un bando “aumma aumma” (scaduto lo scorso 6 ottobre) che si trova sul sito dell’Ats (l’azienda “unica” della salute) solo dopo aver aperto un bel po’ di finestrelle apparentemente neutre che però, alla fine, portano al dunque. Ai candidati non viene richiesta nessuna prova scritta da dove, che so, sapere che differenza passa fra i Lea e un Dea, ma viene assicurato un giudizio equo della commissione, che ancora non c’è, attraverso un sistema di punteggi ripartito fra formazione culturale, esperienze professionali, conoscenza dell’inglese e dell’informatica ed un colloquio finale.

Ma qual è il punteggio delle diverse componenti del curriculum e, soprattutto, quello del colloquio? A differenza di quanto avviene normalmente con i punteggi “predeterminati” in modo che i candidati li conoscano quando fanno la domanda, il bando rinvia questo piccolo dettaglio ad un momento successivo. Scommettiamo che il grosso dei punti li incassi con il colloquio dove i fatti cedono il passo alle opinioni?

 

Questa ed altre “chicche”, che per carità di patria tralasciamo, fanno del bando in questione l’ennesima occasione perduta dalla politica per essere una “buona” politica. Ma questo non fa notizia.

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